“Siamo ciò che mangiamo” diceva il filosofo tedesco Ludwig Feurebach e, prima di lui, Ippocrate, considerato il padre della medicina occidentale “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, leggendo queste frasi risulta chiaro quanto il cibo possa influenzare la nostra salute.

In pratica, il cibo è il nostro ‘carburante’ e se lo scegliamo sano, naturale, avremo effetti benefici, al contrario, se optiamo per un’alimentazione poco sana, artificiale, ricca di zuccheri, farine raffinate, grassi idrogenati, edulcoranti, conservanti, coloranti ecc. abbiamo grandi probabilità di ‘ingolfarci’ compromettendo la nostra salute psicofisica.
Ora soffermiamoci un attimo e applichiamo questi concetti ad un bambino, pensiamo a quanto sia importante scegliere un’alimentazione sana e naturale per i piccoli, dallo svezzamento in poi. Noi genitori, educatori, noi adulti in pratica, abbiamo una grande responsabilità nell’educazione alimentare dei bambini, soprattutto perché dobbiamo dar loro l’esempio.
La consapevolezza che una dieta sana possa garantire il benessere a mio figlio, ma anche a me, prevenendo tante malattie che, ahimè, oggigiorno sono molto diffuse e sempre più in crescita, dovrebbe bastare per rivoluzionare la dispensa e il frigorifero di casa, buttando tutto il cibo spazzatura che troviamo.
Il primo nemico da cui proteggere i nostri figli e, di conseguenza, da eliminare è rappresentato dagli zuccheri aggiunti, perciò merendine, biscotti, snack, caramelle, gelati, così invitanti, ma così poveri a livello nutrizionale. Zeppi di zuccheri sono anche le bevande come bibite, succhi, tè, yogurt da bere, ancor più difficili da togliere. Non è così semplice, anche perché la televisione trasmette spot pubblicitari di queste ‘leccornie’ proprio nelle fasce orarie in cui ci sono i bambini a guardare. Si tenga presente che il 70% degli spot pubblicitari trasmessi in TV invoglia a consumare bevande e alimenti con eccessivo contenuto di zuccheri, grassi e sale e che i prodotti confezionati destinati all’infanzia sono fra quelli del settore a cui viene riservato maggior spazio pubblicitario, perciò, i bambini chiedono sempre più spesso questi ‘non alimenti’ per la loro colazione e i loro spuntini. A questo punto torniamo alle frasi citate all’inizio e chiediamoci se è proprio quello che vogliamo per loro.

Ma torniamo a questi zuccheri, il plurale è dovuto perché non parliamo solo di zucchero bianco, quali sono? Eccovi qualche nome: saccarosio, fruttosio, glucosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, destrosio, lattosio, maltosio, mannitolo, maltitolo, sorbitolo, xilitolo, stevia, sciroppi vari, a cui dobbiamo aggiungere gli edulcoranti artificiali, purtroppo spesso abbinati a zuccheri anche nella preparazione degli alimenti destinati all’infanzia.
Come muoverci allora in questa ‘giungla’ di prodotti commerciali che poco hanno a che fare con una sana crescita a cui auspichiamo per i nostri bimbi? Basta tenere presente poche semplici regole:

•togliere o controllare al massimo la presenza di zuccheri aggiunti, abituando il loro gusto a sapori più sani come il miele, la frutta matura, i datteri, l’uvetta;
•cucinare in casa il maggior numero di piatti possibile, in modo da scegliere personalmente gli ingredienti;
•abituarli ad effettuare una colazione ricca, completa e varia, che deve comprendere frutta e proteine, oltre ai carboidrati (che devono essere integrali, poiché mantengono intatti i nutrienti presenti nel chicco integro, le farine raffinate sono dei non-nutrienti).

Allora per colazione proporrò buone torte, dolci, biscotti, fatti in casa come cheesecake, torta di mele, di carote, alle nocciole, crostate di frutta ecc., oppure, per chi preferisce il salato, un piccolo toast con pane integrale o una piadina sempre integrale, il tutto accompagnato da una spremuta o una centrifuga; come spuntino a scuola e a merenda, un bel frutto fresco di stagione ed eventualmente una manciata di frutta secca (mandorle, noci, nocciole…); a pranzo e a cena, infine, preparerò un mix di proteine e carboidrati (sempre integrali mi raccomando) e vegetali, secondo il gusto, le preferenze e la stagione.
Buona abitudine da tener presente è quella di entrare al supermercato e immedesimarci nel nostro antenato del paleolitico: cosa prenderebbe dagli scaffali? Cosa vedrebbe come cibo? Potrebbe essere un simpatico gioco da proporre ai nostri figli, sicuramente opteremo per frutta e verdura, semi e frutta secca, carne e pesce, tutto cibo vero, naturale, reperibile in natura.
Poi, dato che, a differenza del nostro caro antenato del paleolitico, noi sappiamo leggere, controlliamo le etichette dei prodotti confezionati e lasciamo sugli scaffali quelli che presentano una lista lunga di ingredienti: più semplice è,
maggiori sono le probabilità che sia un cibo sano, perciò senza zuccheri aggiunti, farine raffinate, edulcoranti, coloranti, conservanti ecc.
In conclusione, torniamo alle frasi citate all’inizio e scegliamo la strada migliore per noi e per i nostri figli, con nuova consapevolezza.
Buona vita a tutti!

P.S.: consiglio la lettura del libro a fumetti per bambini, e non solo, “Tom e Lia: dalla preistoria al futuro!” del dott. Luca Speciani (ideatore DietaGIFT), progetto a cura del gruppo Ethos, ed. Nuove Junior.

Romina Lappon – Operatore Naturopata, Food Tutor DietaGIFT, abilitato al Test QuASA

Consigliamo la visione del corso: Educazione e alimentazione – Educatori WOW