Si avvicina la festa del papà e di conseguenza i social si popolano di consigli su lavoretti, idee e attività di maestre e mamme tuttofare.

Ecco che ritornano tra noi: cravatte di cartoncino, disco orario per l’auto, manine di varie dimensioni, ritratti dai colori realistici, portachiavi e supereroi.

Ma siamo veramente sicuri che siano i bambini a immaginare così il loro papà?

Dietro a queste proposte spesso ci sono ancora molti stereotipi di genere: colore prevalente azzurro o blu. Cravatte, auto e disco orario: perché si sa, i papà vanno a lavorare. Ma lavoreranno tutti con la cravatta? E i papà maestri? I papà educatori? I papà infermieri? Pittori? Ballerini? I papà che vanno in bici? Quelli con la metro? Quelli che la mamma li accompagna? Quelli che scelgono di rimanere a casa con i figli? Quelli in tuta, quelli che amano il rosa, quelli che …

Superare gli stereotipi verso la felicità

In questa cultura in cui il padre è visto come il fornitore economico per la famiglia o un papà eroe connotato da muscoli, forza e senza paura, egli viene privato non soltanto della responsabilità genitoriale, ma soprattutto della libertà di vivere in modo autentico secondo la propria natura. Ricordiamo sempre che il papà che sta a casa dal lavoro con i figli è ancora troppo spesso definito come “il mammo”, subendo il peso delle aspettative di virilità legate ad un ruolo rigido e obsoleto.

Nonostante la cultura patriarcale ci consegni immagini di padri dediti solo al lavoro e alla responsabilità economica di una famiglia, possiamo invece osservare come oggi i giovani padri siano sempre più presenti dal punto di vista affettivo ed educativo alla vita dei bambini e dei ragazzi. Papà che fanno parte dei comitati genitori, papà rappresentanti di classe, papà che vanno ai colloqui a scuola, papà che giocano, che si sporcano a terra con i propri figli e che si commuovono.

Come festeggiare i Papà

Ti invito a ripensare la festa del papà in modi non convenzionali, cogliendo l’occasione per promuovere una visione più aperta della paternità e più in generale della genitorialità. Perché non dimentichiamo che se un papà non c’è possiamo sempre avere un compagno, un nonno, uno zio, un caro amico che per il bambino è una figura fondamentale da festeggiare. Per questo è importante offrire esperienze educative e un ambiente che favoriscano la decostruzione degli stereotipi di genere.

Ecco alcuni suggerimenti:

– il barattolo della felicità, per ricordarci di vivere sempre il qui ed ora. Il dono più grande di tutti è il presente. Un barattolo pieno di frasi, idee, proposte per vivere le giornate padre/figli*

– Un’esperienza insieme, perché il tempo è sicuramente quello che ci manca di più nella frenesia di ogni giorno.

Senza dimenticare che il regalo più bello non è il “cosa” ma il “perché”.

Sai qual è il momento più bello per un bambino? Quello in cui può finalmente donare quello che ha preparato con amore. Non importa cosa sia. Può essere un disegno, un pezzo di pongo, un sasso dalla forma strana.

Ciò che conta è che lo ha scelto, preparato e donato. Hai mai chiesto al bambino “Che cosa vorresti donare al tuo papà?” Io partirei proprio da questa domanda per sviluppare quello che lui o lei ha in mente. E poi: ma chi l’ha detto che i bambini vogliono tutti la stessa cosa? Qualcuno preferisce colorare. Altri lo detestano e magari preferirebbero cantare una canzone al loro papà. E allora mi chiedo: Perché gli facciamo fare a tutti la stessa identica cosa?

Lasciamo liberi i bambini di scegliere il loro dono. E godiamoci il momento.